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Battle Royale

Battle Royale

Lo sapevi che prima di Hunger Games c’era Battle Royale? La trilogia distopica tanto celebre infatti prende spunto (ai limiti del plagio) dal romanzo dello scrittore giapponese Koushun Takami. Dopo aver letto Hunger Games (ed essermene innamorata), ho voluto tornare indietro alle origini e leggere il romanzo che lo ha ispirato, e devo dire che quello che ho trovato non mi ha affatto delusa.

Quarantadue ragazzi di una scuola media si trovano improvvisamente trasportati su un’isola deserta, equipaggiati con un semplice zaino in cui hanno a disposizione pochi viveri e un’arma. Dovranno uccidersi a vicenda e l’ultimo che resterà in vita sarà il vincitore di questo gioco mortale, organizzato dal governo per controllare i cittadini attraverso il terrore.

L’idea centrale di Hunger Games, quella di costringere dei giovani a partecipare ad un gioco al massacro, è stata copiata di sana pianta da Battle Royale. Alla fine ne escono fuori due prodotti elaborati diversamente, ed è senza dubbio un piacere leggerli entrambi, però risulta chiaro che la Collins non ha molta fantasia, infatti scrive una trilogia in cui i primi due romanzi sono incentrati sulla stessa idea centrale (quella del gioco al massacro, copiata da Battle Royale) e un terzo romanzo, che non risulta all’altezza degli altri due. Ho amato molto Hunger Games, ma devo dire che Battle Royale è un romanzo molto più complesso e articolato.

Il romanzo è lunghissimo e segue da vicino le vicende e la sorte di tutti i protagonisti. Infatti non ci sono personaggi secondari e principali, ma a tutti i 42 studenti viene dato spazio, raccontandone la storia e seguendone le vicende attuali. Tutti gli episodi sono perfettamente concatenati, a formare un puzzle perfetto in cui non manca nessuna tessera. Ed è bello seguire le vicende di tutti questi ragazzi, che non riesci mai ad identificare dal nome, trattandosi di nomi giapponesi, ma che ti rimangono impressi per la loro storia e per il loro carattere. L’approfondimento psicologico dei personaggi è molto profondo. Riesci a rivivere i sentimenti e le sensazioni dei vari protagonisti, siano essi buoni o cattivi. Non manca nemmeno la suspence, l’incertezza riguardo ai personaggi che non si riesce bene ad identificare.

Battle Royale è una storia straordinariamente cruenta e cruda come nemmeno gli Hunger Games riescono ad essere. Le descrizioni degli inevitabili massacri che vi hanno luogo sono molto splatter. Ma la cosa più inquietante è la totale estraneità di questi ragazzi dalla situazione che si ritrovano a vivere. I protagonisti inaspettatamente si ritrovano catapultati in questo incubo. Non sono come i ragazzi che prendono parte agli Hunger Games, che sono nati in quella cultura e in un certo modo sono preparati agli Hunger Games. Siamo lontani anni luce dal mondo di Katniss, dove un governo oppressivo c’è e si sente, dove povertà e miseria sono il pane quotidiano e la lotta per la sopravvivenza caratterizza ogni giornata, dentro o fuori dall’arena. Questo rende il tutto ancora più drammatico e terrificante. Riesci ad immedesimarti in loro e pensi che potresti esserci tu su quell’isola, costretto ad uccidere i tuoi compagni di classe per sopravvivere.

E tu hai letto la trilogia di Hunger Games e Battle Royale? Quale ti è piaciuto di più? Scrivimelo in un commento.

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La Ladra di Libri Battle Royale
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