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Il diario di Bridget Jones

Il diario di Bridget Jones

L’esilarante romanzo Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding, pur non essendo un esempio di letteratura impegnata, merita sicuramente di essere letto per la sua vivacità e freschezza. Io ho amato le disavventure della simpaticissima Bridget Jones, prima nel libro, poi sul grande schermo.

Il Diario di Bridget Jones ci catapulta nel mondo di Bridget, trentatreenne single pasticciona che lotta costantemente coi i chili di troppo, beve troppo, fuma come una ciminiera e ha l’incredibile capacità di innamorarsi sempre dell’uomo sbagliato. Ha una madre imbarazzante, ma dei cari amici sempre pronti ad aiutarla quando si tratta di analizzare la sua ultima relazione sentimentale. Nel suo diario Bridget racconta le sue divertenti disavventure, a volte al limite del paradossale. Bridget è infatti una ragazza goffa, che agisce spesso senza pensare alle conseguenze, ma che risulta simpatica per la sua ingenuità e spontaneità. Con queste caratteristiche riesce perfino ad attirare l’attenzione di due uomini bellissimi.

I riferimenti al romanzo rosa ottocentesco si perdono. Il romanzo presenta forti analogie con Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, che viene frequentemente citato. Il protagonista maschile ha inoltre lo stesso cognome del protagonista del romanzo di Jane Austen.

Il diario di Bridget Jones è il romanzo capostipite di un genere letterario piuttosto recente, il cosiddetto chick lit, un genere che comprende commedie al femminile che vedono come protagoniste giovani donne in carriera, alla ricerca dell’amore. Il chick lit comprende romanzi che descrivono la donna moderna, ma lo fanno con una certa autoironia, che sdrammatizza tematiche anche importanti come il rapporto tra la donna e il mondo del lavoro, le relazioni sentimentali e affettive, il rapporto con i propri genitori. Le protagoniste spesso si trovano di fronte alla difficoltà di riuscire a conciliare il loro voler essere donne moderne ed indipendenti, con il ruolo più classico e tradizionale, che vuole la donna come moglie e madre. Il chick lit può essere considerato un genere di intrattenimento, ma esistono secondo me dei romanzi bellissimi inseriti in questo genere, come ad esempio Il Diavolo Veste Prada di Lauren Weisberger.

Il diario di Bridget Jones è un classico esempio di romanzo la cui fama è stata offuscata dal relativo film. Ormai indimenticabile è l’interpretazione di Renée Zellweger, Colin Firth e Hugh Grant nei panni rispettivamente di Bridget Jones, Marc Darcy e Daniel Clever (siamo in attesa del terzo film dedicato alla saga), ma non si può ignorare assolutamente la bellezza del romanzo, anzi dei romanzi. Infatti dopo il Diario di Bridget Jones, troviamo altri due libri dedicati alle disavventure della nostra eroina: Che pasticcio, Bridget Jones e Bridget Jones: un amore di ragazzo. Il secondo è assolutamente da leggere perchè è divertente come il primo (e in più ci dice chi sceglierà Bridget tra i suoi due pretendenti), mentre il terzo perde un po’ di freschezza rispetto ai primi due.

Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding merita di essere letto perchè è divertente e perchè ogni ragazza di oggi riesce facilmente ad immedesimarsi nella protagonista. Bridget ha tutte le paranoie e i problemi delle ragazze di oggi. Questa lettura è un’occasione unica per smetterla di prendersi troppo sul serio, accettarsi per quello che si è e buttarsi nella vita per iniziare a viverla.

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