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Schiava per vendetta

Schiava per vendetta

Dopo il successo della trilogia delle Cinquanta sfumature, sono comparsi un numero considerevole di cloni. Di solito i cloni di opere di valore non riescono quasi mai ad eguagliare l’originale, figuriamoci cosa ne viene fuori quando già l’opera di partenza risulta piuttosto mediocre. Tuttavia sono riuscita a scovare un romanzo sadomasochista (e che veramente lo è) che, secondo me, è molto meglio riuscito della noiosissima opera della E. L. James: Schiava per Vendetta di Ann Owen.

Jane Hartwell vive con il padre, che si trova in serie difficoltà economiche. Ma Jane ha un fratellastro di nome Guy, da sempre considerato la pecora nera della famiglia, che è quarto conte di Ashbourne e dotato di grandi ricchezze ereditate dal padre. Guy si offre di aiutare finanziariamente la famiglia di Jane se lei in cambio accetta di diventare la sua schiava sessuale per sei mesi. Per evitare che il padre possa finire in prigione per debiti, Jane accetta di sottoporsi ad ogni tipo di umiliazione che Guy vorrà infliggerle, ma quello che inizialmente era il suo aguzzino, diventa sempre più importante per Jane, che scopre che non le dispiace poi troppo di appartenere a Guy. Jane si lega al suo carnefice e sente di non poter fare a meno di lui, mentre Guy dimostra di essere tutt’altro che cinico e crudele, come cerca da sempre di dimostrare di essere, nonostante abbia messo in atto la sua vendetta contro Jane. Ma di cosa vuole vendicarsi?

I personaggi sono tutti ben delineati e molto articolati. Non solo la piccola Jane, che trovo insulsa nella sua fragilità e nel suo bisogno di avere un padrone a cui appartenere, non solo Guy, crudele e vendicativo più per mantenere intatta l’etichetta che gli è stata affibbiata che per sua intrinseca natura malvagia, ma anche i personaggi secondari, come il miglior amico di Guy, Stephen, che sembra essere la voce della sua buona coscienza, ma che si scoprirà mosso solo dalla gelosia (verso chi), il padre di Jane, l’unico che riesce ad andare oltre la corazza di Guy e a vederlo per quello che è realmente, la dama di compagnia di Jane, ingaggiata da Guy per sedurre e mantenere distratto il padre di Jane, mentre lui se la spassa con la figlia.

Con questo titolo alquanto banale non avrei mai detto che questo romanzo fosse in realtà così ben fatto. Innanzitutto di questo romanzo mi è piaciuta tantissimo la contrapposizione tra uno stile di scrittura moderno e l’ambientazione storica. Il romanzo infatti è ambientato nell’Ottocento, ma i protagonisti si esprimono con un linguaggio moderno, non privo anche di turpiloquio.

Nel romanzo viene preso in esame il sadomasochismo vero, non fatto di violenza fisica, soft o hard che si voglia. Questa è una storia di sottomissione psicologica, di progressivo annientamento dello schiavo, che diviene un tutt’uno col suo padrone. Il padrone dal canto suo è autoritario, spietato, crudele, ma sa che lo schiavo è una cosa sua, una cosa preziosa di cui deve prendersi cura. Il tema sadomasochistico è ben sviluppato, con approfondimento psicologico delle sensazioni dei protagonisti.

Schiava per Vendetta è un romanzo molto forte, che potrebbe disturbare alcuni lettori per le scene di estrema sottomissione che vengono descritte in maniera vivida, quasi palpabile. Ma allo stesso tempo è un romanzo magnetico, che ti spinge a continuare nella lettura malgrado il senso di disgusto che puoi provare. Le scene erotiche sono ben dosate e ognuna di esse è originale rispetto alle precedenti: non ti viene voglia di saltare intere pagine di scene erotiche come alcuni romanzi ispirano a fare, ma rimani invece incollato alle pagine, desideroso di capire a quale nuova umiliazione psicologica verrà sottoposta la piccola Jane.

Conosci altri romanzi erotici validi? Fammelo sapere con un commento.

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La Ladra di Libri Schiava per vendetta
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